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Quando il silenzio del team nasconde la mancanza di impegno

  • Ambra Ferrari
  • 10 nov
  • Tempo di lettura: 2 min

C’era una volta un team chiamato a lanciare un nuovo prodotto. Tutti erano bravi, motivati… almeno in apparenza. Durante le riunioni, però, regnava il silenzio: poche voci, pochi suggerimenti, e molti sguardi che evitavano i conflitti. Il manager notava l’impegno superficiale e i risultati mediocri, ma non capiva perché succedesse.


Il problema? Mancanza di chiarezza e confronto reale.

Senza confronto, non c’è chiarezza. E senza chiarezza, è difficile impegnarsi davvero. Il team stava seguendo decisioni prese “di comodo”, evitando discussioni, e il senso di responsabilità era minimo.


👉 La vera partecipazione nasce quando ogni voce è ascoltata.

Non serve il consenso totale, ma tutti devono percepire che le proprie idee contano. E quando questo accade, anche chi non è pienamente d’accordo sarà più motivato a sostenere le decisioni.


Ecco come il team ha cambiato passo:

  1. Riunioni inclusive e strutturate Il manager ha iniziato a dedicare i primi 10 minuti di ogni riunione a raccogliere idee e dubbi, chiedendo a ciascun membro di esprimersi. Il silenzio iniziale si è trasformato in una discussione vivace e costruttiva.

  2. Chiarezza sugli obiettivi Hanno scritto obiettivi chiari, ruoli e responsabilità. Ora ogni membro sapeva esattamente cosa fare e perché. L’impegno è cresciuto automaticamente: sapere cosa ci si aspetta riduce ansia e confusione.

  3. Ascolto attivo e valorizzazione delle idee Quando una collega ha proposto un’idea inizialmente fuori dal comune, il team ha fatto domande e discusso apertamente. Alla fine, quella proposta è diventata uno degli elementi centrali della strategia. Sentirsi ascoltati ha aumentato la motivazione di tutti.

  4. Coinvolgere chi tende a restare in silenzioIl manager ha chiesto direttamente il parere dei membri più riservati, creando uno spazio sicuro senza giudizi. Anche chi prima sembrava poco coinvolto ha iniziato a dare contributi preziosi.

  5. Celebrare i piccoli successi Ogni traguardo, anche piccolo, è stato riconosciuto e condiviso. Il team ha iniziato a vedere concretamente il valore del proprio impegno, e questo ha alimentato ancora di più la partecipazione.


Il risultato? Un team più coeso, motivato e pronto a sostenere le decisioni prese insieme. La mancanza di impegno non era scomparsa per magia: era stata trasformata in responsabilità e partecipazione grazie a chiarezza, ascolto e confronto attivo.


La vera forza di un gruppo non sta solo nelle decisioni prese, ma in quanto ognuno si sente parte di esse.

 
 
 

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