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Disattenzione ai risultati: la disfunzione più silenziosa (e più dannosa) nei team

  • Ambra Ferrari
  • 17 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Una delle disfunzioni più silenziose – e allo stesso tempo più dannose – è la disattenzione ai risultati: quella tendenza dei singoli a privilegiare i propri obiettivi personali, la propria visibilità o il proprio “pezzetto di mondo” rispetto agli obiettivi condivisi del team.

Succede quando ognuno guarda al proprio rendimento, alla propria area, al proprio successo individuale… dimenticando che un team è, prima di tutto, un organismo collettivo.

Come accade nelle grandi squadre sportive, il successo è sempre corale:non importa quanto brillante sia un giocatore,non importa quante azioni spettacolari compia,se la squadra perde, perdono tutti.

Eppure, nelle organizzazioni, questa verità semplice viene spesso dimenticata.


Perché accade?

  • perché è più facile misurare i risultati individuali che quelli condivisi

  • perché la competizione interna, a volte, è incentivata anziché mitigata

  • perché le persone temono di “perdere terreno” se si concentrano troppo sul collettivo

Ma la verità è che quando il team non raggiunge i suoi obiettivi:

  • cala la motivazione

  • diminuisce la fiducia reciproca

  • si indebolisce la cultura aziendale

  • e alla fine… perdono anche i singoli


“Il talento vince le partite, ma il lavoro di squadra e l’intelligenza vincono i campionati.”— Michael Jordan

Il ruolo del leader

Per evitare questa disfunzione, il leader ha una responsabilità cruciale:

premiare i risultati condivisi, non solo le performance individuali.

Non significa ignorare il merito o il talento, ma riconoscere che il merito più grande è quello che permette al gruppo di funzionare, crescere e vincere insieme.

Cosa succede quando il team mette i risultati al centro?

  • nasce un vero senso di appartenenza

  • le persone collaborano, non competono

  • l’energia va nella stessa direzione

  • la motivazione diventa naturale

  • gli obiettivi non sono più numeri, ma traguardi comuni

E a quel punto accade qualcosa di straordinario:i singoli crescono di più, proprio perché il team è forte.

Esempio pratico: quando l’obiettivo del singolo non coincide con quello del team

Immagina un reparto commerciale dove ogni venditore è valutato solo sul proprio fatturato individuale. A prima vista sembra motivante: più vendi, più vieni premiato.


Ma accade qualcosa di invisibile e molto pericoloso:

  • ognuno difende gelosamente i propri clienti

  • la condivisione delle informazioni diminuisce

  • i colleghi diventano concorrenti

  • le strategie non sono allineate

  • le riunioni perdono valore perché nessuno vuole “scoprire le carte”


Risultato? La somma dei risultati individuali non coincide con il risultato dell’azienda.

Il team potrebbe generare molte più opportunità condividendo conoscenze, contatti e strategie, ma la paura di “perdere terreno” congela tutto.

Quando l’azienda introduce anche un premio di reparto, collegato al risultato complessivo, succede qualcosa di inatteso:

  • la comunicazione migliora

  • la condivisione aumenta

  • i venditori iniziano a supportarsi

  • emergono sinergie prima invisibili


La performance individuale non crolla:si amplifica.

 
 
 

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