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Quando la mela marcia è il leader: l’impatto devastante della leadership tossica

  • Ambra Ferrari
  • 8 ott
  • Tempo di lettura: 3 min

Siamo ormai abituati a sentir parlare di colleghi tossici: persone che, con atteggiamenti negativi o competitivi, riescono a rendere l’ambiente di lavoro un campo minato. Ma cosa succede quando il problema non è un collega qualunque, bensì chi guida il team?

Quando la "mela marcia" è il leader, la tossicità non si limita a pochi rapporti, ma si diffonde come un veleno silenzioso, intaccando la cultura aziendale, il benessere delle persone e la motivazione di un intero reparto.


Il potere distruttivo della leadership tossica

Una leadership tossica è molto più di un brutto carattere o di uno stile manageriale severo. È un sistema di comportamenti e dinamiche che crea un clima dannoso e, spesso, difficile da cambiare.

In un ambiente guidato da una leadership malsana, le persone non solo smettono di dare il meglio di sé, ma iniziano a dubitare di se stesse, ad adattarsi a dinamiche disfunzionali o addirittura a “normalizzarle”.


Come riconoscere una leadership tossica?

Non è sempre facile distinguere un capo esigente da uno realmente tossico. La differenza non sta solo nello stile, ma negli effetti che questo ha sul benessere delle persone e sull’ambiente di lavoro.


Ecco alcuni segnali chiari da tenere d’occhio:


  • Micro-management e controllo eccessivo. Ogni decisione passa da lui/lei. Il team ha zero autonomia, e la creatività viene soffocata.

  • Mancanza di empatia e rispetto. Le emozioni non vengono riconosciute, e il rispetto è unidirezionale: lo si pretende, ma non lo si restituisce.

  • Favoritismi e manipolazioni. Il leader divide invece di unire, alimentando rivalità e tensioni con preferenze arbitrarie e giochi di potere.

  • Feedback distruttivo o assente. Gli errori diventano armi di colpevolizzazione.I riconoscimenti? Solo per pochi eletti.

  • Clima di paura. Minacce (esplicite o velate), umiliazioni pubbliche e isolamento vengono usati come leve per mantenere il controllo.


Perché è così difficile contrastarla?

Affrontare una leadership tossica non è facile. Chi subisce questi comportamenti spesso si sente intrappolato, e per una buona ragione:

  • Chi ha il potere detta le regole. Il leader controlla la narrativa e ha spesso alleanze strategiche che lo tutelano.

  • La cultura aziendale può essere complice. In alcune organizzazioni, i risultati vengono premiati a ogni costo. Anche quando il costo è la dignità delle persone.

  • La paura di ritorsioni è concreta. Esporsi può significare compromettere la propria carriera. E non tutti sono disposti a rischiare.


Cosa fare se sei vittima (o testimone) di una leadership tossica

Anche se può sembrare una battaglia solitaria, non sei solo. E ci sono alcune strategie che possono fare la differenza:

  • Riconosci la realtà per quella che è. Il primo passo è non giustificare. Non sei tu il problema. La tossicità non va minimizzata.

  • Cerca alleati. Parla con colleghi di fiducia, HR o mentor. Avere qualcuno che conferma la tua percezione può fare molto.

  • Documenta tutto. Prendi nota di episodi e comportamenti, in modo oggettivo. Ti sarà utile nel caso decidessi di fare escalation.

  • Stabilisci i tuoi limiti. In certi casi, scegliere di andarsene è un atto di forza. Proteggere la propria salute mentale non è una sconfitta.

  • Se sei testimone, non voltarti dall’altra parte. Ascoltare, validare chi subisce, segnalare in forma anonima o creare spazi di confronto può essere un gesto potente.


In conclusione

Un leader tossico non è semplicemente un "capo difficile": è una figura che mina la salute di un intero sistema. Lascia ferite che durano, anche dopo che se n'è andato.

Parlarne, riconoscerla, condividerne i segnali è il primo passo per rompere il silenzio e costruire contesti di lavoro più sani, rispettosi e umani.


E tu?

Hai mai vissuto un'esperienza di leadership tossica? Come l'hai affrontata? Condividila nei commenti: la tua storia potrebbe aiutare qualcun altro a sentirsi meno solo – e magari a trovare il coraggio di agire.

 
 
 

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